La Storia di bababuà

Nel 1937 mio nonno Anselmo aprì una segheria con i suoi fratelli nel Canavese, una bellissima terra tra Torino e le Alpi. La storia della mia famiglia è legata al commercio e alla lavorazione del legno da allora. Sentire il profumo della resina del legno per me significa casa…

Io ho scelto un percorso del tutto diverso e per la maggior parte della mia vita ho lavorato come attrice, recitando in importanti produzioni sia teatrali che televisive.

Sono però sempre stata appassionata di design d’interni e ho passato ore ed ore leggere e rileggere tonnellate di riviste e libri sull’argomento, riflettendo e interrogandomi su ciò che rendeva un ambiente o un oggetto più o meno gradevole.

Così, quando mio padre, che al tempo aveva un’azienda di produzione di semilavorati in legno, mi ha chiesto se volevo occuparmi di una collezione di mobili che aveva intenzione di produrre, avevo già un’idea precisa di ciò che era possibile trovare sul mercato:dapprima ho iniziato a disegnare e ad ideare quello che avrei voluto per casa mia e non riuscivo a trovare.


Naturalmente la “conditio sine qua non” della mia collezione di mobili avrebbe dovuto essere in legno massello al posto dei materiali agglomerati come truciolare o mdf con cui sono fatte la maggior parte dei mobili che si trovano oggi in commercio.

Da qui nasce il nome Bababuà: “Baba” da Barbara + “buà”, trascrizione italiana del francese “bois”, legno.

Questa scelta ha portato necessariamente con se la necessità di creare prodotti nel peno rispetto dell’ambiente, ecco perché i mobili di Bababuà sono rifiniti con vernici ad acqua a bassissima emissione di Voc, pensando alla salute sia di chi terrà i mobili in casa sia di chi materialmente li costruisce e vernicia.

Da attrice inoltre ho iniziato inoltre a pensare i mobili come personaggi, in cui la forma è anche contenuto: l’uso di un materiale tradizionale come il legno massiccio ha portato alla scelta di forme tradizionali e metodi di assemblaggio coerenti con il design, per questo nei mobili della nostra collezione sono assemblati per la maggior parte con mortasa e tenone, limitando al minimo l’uso di ferramenta strutturale e mettendo in evidenza le venature per esaltare l’aspetto di materia viva e sempre mutevole del legno, che rende unico ogni pezzo.

Barbara Mautino

Leggi l’intervista a Barbara su Abigail Ahern Blog